Aste Giudiziarie

R.I.S. sarl group (aste , mutui e finanza d’impresa)  nasce dall’esperienza maturata , in questi anni, da un gruppo di professionisti collocati in primari gruppi immobiliari e finanziari.

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L'olio d'oliva tunisino esentato da dazi nell'Unione Europea

Il Parlamento Europeo ha approvato l’esenzione da dazio per l’olio d’oliva tunisino immesso nell’Unione Europea in misura di 35.000 tonnellate nel 2016 e altrettante nel 2017, oltre alle 56.000 già previste da un precedente accordo.

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E' tempo di shopping immobiliare in Tunisia

E’ tempo di shopping immobiliare in Tunisia. I drammatici eventi del 2015 hanno influito sulla vita di tutti i giorni esattamente allo stesso modo in cui hanno toccato tutti gli altri paesi.

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Lavorare in Tunisia

In Tunisia c’è ancora molto da fare in vari settori che in Europa sono maturi o comunque condizionati dai fattori negativi che ormai tutti conosciamo.

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Trasferirsi in Tunisia

La Tunisia offre bel clima tutto l’anno, costo della vita moderato, estrema vicinanza all’Italia. Logico che molti pensino di andarvi ad abitare, siano essi pensionati oppure persone e famiglie che intendono avviare un’attività.

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Case in Tunisia: intervista a Teresa Lucente

R.I.S./Case in Tunisia è un’agenzia di diritto Tunisino gestita da professionisti Italiani, con sede ad Hammamet e con corrispondenti in tutte le principali città della Tunisia.

L’agenzia si propone  che propone case ed attività economiche in loco agli italiani che vogliono stabilirsi in Tunisia. 

Teresa Lucente, socia dell’agenzia, in quest’intervista offre tanti utili suggerimenti a tutti coloro che intendono trasferirsi in questa meravigliosa terra o anche solo investire economicamente: “Nel nostro sito oltre a proporre immobili e attività commerciali, offriamo preziosi consigli a tutti coloro che desiderano trasferirsi in Tunisia, per vivere, lavorare o semplicemente comprare o affittare una casa per andarci in vacanza”.

INIZIAMO L’INTERVISTA

D: Teresa, di cosa ti occupi?

R: Siamo un’agenzia di diritto Tunisino gestita da professionisti Italiani e con corrispondenti in tutte le principali città della Tunisia, coordinati. 

Proponiamo agli italiani case e attività economiche in Tunisia, dando tutte le informazioni che servono per avere un’idea del Paese e, se i clienti intendono stabilirvisi, li assistiamo in tutti i passaggi necessari. 

Abbiamo un sito, www.caseintunisia.com che propone immobili e attività commerciali, ma che dà anche una serie di consigli per chi vuole andare a vivere (anche da pensionato) o lavorare in Tunisia o semplicemente comprare o affittare una casa per andarci in vacanza.

D: Quali sono i servizi offerti dalla tua agenzia?

R: Oltre che del classico servizio di transazione immobiliare, relativo ad acquisto o affitto di abitazioni, attività commerciali o industriali e terreni, ci occupiamo di tutto quanto occorre agli italiani, privati o imprenditori, per impiantarsi nel Paese: pratiche per l’ottenimento del permesso di soggiorno e del trasferimento della pensione in Tunisia, ricerche ad hoc di attività economiche o di partner commerciali, assistenza per costituzione di società, ecc. Il tutto in collaborazione con avvocati e commercialisti locali di nostra fiducia.

D: Sono molti gli italiani che ad oggi scelgono la Tunisia come meta per un trasferimento definitivo? Solitamente chi si rivolge a voi?

R: Non ci sono statistiche ufficiali, ma si stima che vivano in Tunisia circa 6 mila italiani, mentre i francesi, ad esempio, sono 30 mila. 

In piccolissima parte rappresentano la terza o quarta generazione degli italiani che vivevano nel Paese durante il protettorato francese (ce n’erano ben oltre 100 mila ed erano più numerosi degli stessi francesi). 

Ma per il resto sono arrivi recenti e si tratta di imprenditori e di pensionati. Il fenomeno è in decisa crescita, anche perché la Tunisia è a due passi: è il Paese extra europeo più vicino all’Italia, ad appena un’ora di volo da Roma o Palermo, e poco più da Milano o dagli altri 4 aeroporti collegati con voli di linea (senza considerare la possibilità di andarci in nave). Ai nostri esordi, nel 2014, ci contattava in prevalenza chi voleva acquistare una casa vacanze e/o chi si trasferiva da pensionato. 

Oggi invece abbiamo un gran numero di imprenditori e commercianti che vogliono aprire attività in loco e di pensionati che vogliono trasferirsi. 

Gli imprenditori possono contare su una fiscalità moderata e su un contesto nel quale, nonostante turbolenze politiche e crisi economica mondiale, la classe media, che è l’ossatura di ogni società, sta aumentando, invece di scomparire come da noi, spende e ha voglia di farsi largo. 

Senza considerare il fatto che chi impianta un’attività industriale o di servizi rivolta perlomeno per il 70% all’export gode di vantaggi incredibili, come l’esonero per 10 anni da qualsiasi imposta e da oneri sociali. 

Molto interessante è poi il fenomeno dei pensionati. Rispetto ai nord europei, gli italiani, a maggior ragione quelli in età da pensione, sono storicamente più attaccati al loro ambiente e meno propensi a spostarsi. 

Sulla spinta della crisi questa mentalità sta rapidamente cambiando, anche in considerazione dei grandi vantaggi fiscali di cui godono i pensionati di molti Paesi esteri, tra cui l’Italia, che scelgono di stabilirsi in Tunisia. 

Come illustriamo diffusamente nel nostro sito, un pensionato italiano che si stabilisce in Tunisia, e vi fa trasferire la pensione, ha diritto, grazie alla convenzione fiscale tra Italia e Tunisia, di ricevere la pensione al lordo, senza le normali ritenute.

In Tunisia, grazie ad una legge del 2007, questa pensione è detassata all’80% e subisce imposizione solo sul 20% rimanente, con un’aliquota che nel peggiore dei casi è del 35%. Per esempio, su una pensione di 2 mila euro lordi al mese, 1.600 euro vanno direttamente nelle tasche del beneficiario e sui rimanenti 400 euro c’è un’imposizione che al massimo arriva a 140 euro. 

Di conseguenza i 2 mila euro lordi diventano 1.860 netti. E con 1.860 euro al mese in Tunisia si vive da signori, considerando il forte differenziale di costo della vita.

D: Com’è attualmente la situazione immobiliare? Quanto conviene investire in loco?

R: Nelle località in cui di solito si stabiliscono gli stranieri (Hammamet, Sousse, Djerba e Tunisi) ci sono abitazioni per tutti i gusti e tutte le tasche, dall’appartamento alla villa di lusso (le case singole peraltro sono molto più diffuse che in Italia). 

Nel tempo i prezzi hanno subito un inevitabile aumento, ma rimangono anche oggi molto interessanti rispetto all’Italia, con il vantaggio di poter trovare con maggiore facilità situazioni abitative che da noi sono rare o dal costo proibitivo, come appartamenti in residence con custode 24/24, parco e piscina condominiale o ville con giardino. 

Oggi si compra anche a 600 euro al mq., ma i prezzi del nuovo di un certo livello oscillano tra gli 800 e i 1.400-1.500 euro al mq. Per fare un esempio, per 800 euro al mq si compra in una nuova zona di Hammamet un appartamento in un nuovo condominio di 6 piani distante 300 metri dal mare, con portiere e custode notturno.

Con meno di 1.400 euro al mq. un appartamento in un residence extra lusso ad Hammamet o Sousse, composto da piccole palazzine di 3 piani, a strapiombo sul mare e accanto al campo da golf. Investire nel mattone conviene e molto: i prezzi sono destinati a salire perché la domanda è alta, potendo contare su un bacino di acquirenti che non sono soltanto i locali e gli europei, ma anche i tunisini residenti all’estero e i benestanti di alcuni Paesi arabi (Paesi del Golfo e Libia in primo luogo) che vedono la Tunisia come una specie di Bengodi grazie all’abbondanza di ristoranti, discoteche e occasioni di divertimento.

 

D: E per quanto riguarda le attività? Quanto conviene aprire un’attività in Tunisia?

R: C’è una domanda di beni e servizi che è in aumento ed è sostenuta da una classe media che, come dicevamo, cresce e ha voglia di migliorare, ma anche da una classe di benestanti ben più numerosa di quanto si possa immaginare. 

Ci sono oggi diverse opportunità, sia per industrie e attività su larga scala che per commerci e servizi. Parlando di questi ultimi, ad esempio, c’è in Tunisia una carenza di buoni grafici, di progettisti di packaging e imballaggi in genere, di sviluppatori di siti internet sofisticati. 

Professionisti del genere potrebbero lavorare non solo per il mercato interno ma anche, e tranquillamente, per clienti europei e stranieri in genere, godendo di vantaggi consistenti, in particolare il basso costo del lavoro e la possibilità di impiegare risorse umane con alte competenze, avendo la Tunisia un tasso di scolarizzazione e di alfabetizzazione informatica a livello europeo. 

Lo stesso discorso vale per molti altri campi, anche tradizionali, come il turismo e la ristorazione, in cui il tocco e il know how italiano possono essere fattori decisivi di successo. 

Certo, non ci sono solo luci ma anche ombre, come il clima di incertezza politica e come la non facile gestione delle risorse umane. 

Ma nel complesso direi che aprire un’attività in un Paese come la Tunisia, in cui si palpa quasi con mano un’atmosfera al contempo più dinamica e più rilassata che in Italia, conviene e alla grande.

 

D: Aspetti positivi e negativi del viverci:

R: L’integrazione è molto facile, soprattutto per un italiano: un po’ perché i tunisini hanno un carattere socievole, mediterraneo, e un po’ perché gli italiani sono gli stranieri di gran lunga più amati e meglio accolti. 

I legami tra Italia e Tunisia sono molto antichi e, come dicevo prima, durante il protettorato francese abitavano in Tunisia più italiani che francesi: non a caso c’è a Tunisi la scuola italiana, che va dall’asilo fino al liceo scientifico, e che è frequentata anche da molti tunisini. 

Poi l’italiano, dopo l’arabo e il francese, è la terza lingua non ufficiale del Paese. 

Fino agli anni ’70 Rai 1 è stata la sola finestra sul mondo dei tunisini, l’unica televisione straniera che fosse possibile vedere, per cui è facilissimo trovare tunisini dai 40 anni in su che hanno confidenza con l’italiano. 

La Tunisia poi è un Paese in cui la vita è meno regolamentata e protocollata, decisamente più rilassata che in Europa, e questo aspetto piace molto a tutti gli stranieri che vi abitano. 

L’altra faccia della medaglia di questo clima di maggiore relax è la difficoltà di lavorare in modo efficiente, avere risposte rapide e precise, fare le cose nei tempi previsti. 

Continuando con gli aspetti critici, bisogna sempre tener presente che siamo in presenza di una cultura che è prevalentemente arabo/levantina, più distante dalla nostra di quanto si possa immaginare: difficile capire cosa pensi e cosa voglia veramente dire un qualsiasi interlocutore e difficile entrare in rapporti di vera e profonda amicizia con un tunisino, al di là della grandissima cortesia e del senso di ospitalità che caratterizza questo popolo. 

Per questi motivi nella vita di tutti i giorni bisogna saper trattare e negoziare e bisogna essere in guardia nei confronti degli approfittatori, che spesso sono professionisti in giacca e cravatta. 

Chi vuole investire o lavorare in Tunisia e si affida al “fai da te” va facilmente incontro a un periodo più o meno lungo di apprendistato prima di trovare interlocutori corretti e professionali.

 

D: Cosa puoi dirci della situazione politica?

R: La cosiddetta primavera araba è iniziata proprio in Tunisia a gennaio 2011. In alcuni Paesi arabi sembra sopita o soffocata, in altri sta, come sappiamo, degenerando. 

In Tunisia ci sono certamente ogni tanto dei momenti di tensione, che però nella vita di tutti i giorni si sentono davvero solo se ci si trova in pieno centro o nelle estreme periferie della capitale. 

Ma il popolo tunisino è di gran lunga il più istruito, il più laico e il più tollerante del mondo arabo. 

Chi lo conosce bene non ha dubbi che la Tunisia sia immune da contagi fondamentalisti. 

C’è oggi un partito islamico moderato al governo, ma questo non impedisce, per esempio, che le donne vestano all’occidentale e che numerose tra esse (a mio avviso più che in Italia) abbiano posizioni dirigenziali o di potere, oppure che si possano tranquillamente trovare bar, ristoranti, discoteche dove si serve alcool.

 

D: La consiglieresti per un eventuale trasferimento?

R: La consiglio, in tutta coscienza. 

E’ vicina all’Europa, anche culturalmente, è un Paese in evoluzione e dove, tenendo presenti i punti critici di cui si parlava prima e prendendo le adeguate precauzioni, si possono cogliere molte opportunità. 

E chi non è più in età lavorativa può andarci per vivere 9-10 mesi l’anno al sole, godendo con l’euro di un forte potere di acquisto e avendo la possibilità di rimanere sempre in contatto con la vicinissima Italia.

Contatti:

Maria Teresa Lucente

Gsm e/o WhatsApp 00216.24827276

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

www.caseintunisia.com

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Quali sono quelle che vanno per la maggiore?

Per molti aspetti la Tunisia somiglia all’Italia degli anni 60-70. C’è quindi molto da fare, in vari settori, che in Europa sono consolidati, mentre lì sono nascenti. Per esempio tutto quanto riguarda ecologia, risparmio energetico, biologico. Parlando di settori maturi, sono davvero molti gli italiani che hanno rilevato la gestione di ristoranti, alberghi, bar, ma in questo campo, grazie alla ripresa del turismo e alla crescita della domanda interna, c’è ancora moltissimo spazio, perché il livello degli alberghi e dei ristoranti locali, tranne eccezioni, non è il massimo. L’agricoltura, poi, offre moltissime opportunità, così come l’agro industria: basta pensare, ad esempio, che i tunisini sono ghiotti di formaggi e pagano pecorino e parmigiano, tutto d’importazione, più che in Italia. Ma, in assenza di tradizione casearia, nel Paese praticamente quasi non ci sono produttori di formaggi. In generale possiamo parlare di una situazione in rapida evoluzione, che tocca anche campi inaspettati. Per esempio, in un Paese che fino a ieri era zero in fatto di cultura animalista, ha aperto quest’anno, ad Hammamet, il primo e tuttora unico negozio per animali della Tunisia, che, certo, adesso avrà una clientela prevalentemente straniera, ma che matematicamente si svilupperà, perché da qualche tempo si vedono sempre più tunisini con il cane a spasso. I casi sono davvero numerosi, ma mi fermo qui e spero di aver reso l’idea.

Come funziona la tassazione‭? ‬Com’è la pressione fiscale‭?

La fiscalità è moderata e non opprimente. L’aliquota massima, sia sulle persone fisiche che su quelle giuridiche, è del 35%.

Come si vive in Tunisia?

La vita costa mediamente la metà che in Italia. Per alcuni beni o servizi, per esempio artigiani, collaboratori domestici e tutto quanto richiede alta intensità di lavoro, il costo sarà sì e no un quarto rispetto all’Italia, così come per acqua, luce, gas. Per altri, come elettrodomestici e prodotti di informatica, tutti d’importazione, siamo quasi alla pari. La benzina è a circa 80 centesimi. Ma il caso più significativo è quello della sanità. Il sistema sanitario pubblico e privato in Tunisia è a livelli di eccellenza, tanto che la Tunisia è un’accreditata meta di turismo sanitario, sconosciuta agli italiani, ma frequentata da moltissimi francesi e nord europei che vanno lì a curarsi, soprattutto per quanto riguarda dentisti e chirurgia estetica. I dentisti costano dal 50 al 70% in meno rispetto all’Italia, offrendo un identico livello di servizio e di qualità dei materiali. Una visita presso qualunque specialista costa al massimo sui 25 euro se il medico è un luminare, altrimenti anche meno di 20 euro. E in ogni caso ti fanno visite accuratissime, lunghe e con l’ausilio di macchinari che sono assolutamente gli stessi dell’Europa. Ti parlo di esperienza vissuta e non di astratte statistiche: io vado per lavoro in Tunisia tutti i mesi e ho laggiù il dentista, che mi sta facendo per 2.700 euro una cura per la quale a Rimini mi avevano fatto un preventivo di 8.900; devo fare ogni tanto dei controlli alla tiroide e pago 18 euro dall’otorino e 20 euro dall’endocrinologo, entrambi bravissimi. Ultimo particolare, ormai stupefacente per un italiano: qualunque medico, anche specialista, in caso di bisogno viene a casa, anche di notte, e le visite costano come in ambulatorio.

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